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LETTERA DI DON CIRO TOSCANO

ALLA COMUNITA' DI PONTECITRA

 

Il nostro maestro è il Signore, Gesù Cristo, a LUI la mia gratitudine in eterno.

Tutto ha inizio da uno sguardo, gli occhi del maestro incontrano i miei, lo sguardo del maestro si fonde con il mio sguardo, e nello sguardo del fratello incontro Gesù.

“Fate quello che Egli vi dirà” Con l’apostolo Giovanni faccio mie le parole della Madre. Che qui veneriamo già dal 1300 con il titolo di Vergine Maria di Pontecitra.

L’eccomi che consegnai, nell’obbedienza al vescovo e quindi al Signore, lo rinnovo oggi e lo farò sempre, perché non fu parte di un rito ma il frutto di una reciproca intesa e promessa.

Ho capito ancor più oggi, che il mio celibato è libertà…è amore per tutti…è servizio…è dono che mi fa padre di tutti e sempre, pur nella diversità dei luoghi, delle comunità e delle persone.

Dio ha parlato alla mia vita, alla vostra vita, attraverso le parole del nostro pastore, padre Francesco. Grazie padre per aver pregato e accolto l’invito dello Spirito Santo e avermi donato questa meravigliosa comunità. Vivo la gioia di cui vi parlavo, vivo il sentirmi a pieno nell’avventura di Dio.

Sono venuto per darvi il mio cuore e attraverso il mio cuore sperimentare il cuore di Dio.

Dio ci ama. Questo il mio “SI” a DIO, il mio “SI” a voi comunità del Sacro Cuore, il mio “SI” alla storia che insieme costruiremo. Una meravigliosa storia quella della comunità del “Sacro Cuore” che vede il suo nascere dall’amore di Dio e dalla generosità di un grande uomo. 

Don Giovanni Varriale. Il primo parroco.

Carissimo don Giovanni grazie dal profondo del cuore per tutto ciò che stai facendo e continuerai a fare alla mia persona e a questa meravigliosa comunità. 

Questa è casa tua, sentiti sempre accolto e voluto bene, ma soprattutto è bello sentirci accompagnati con la tua preghiera e dal tuo affetto paterno. Grazie della tua amicizia.

Se è vero come è vero che la storia ha motivo di essere nell’umanità, e perché passato, presente e futuro si fondono per dar vita a volti a storie e non possiamo non salutare e ringraziare chi ha permesso che questa storia avesse un volto ben definito. 

Don Pasquale Giannino. Grazie carissimo don Pasquale per avermi accolto e da subito fattomi partecipe della tua gioia nel vedere consegnata la tua bellissima comunità nelle mie mani.

Ricordo ancora la frase che citasti nella nostra bellissima lingua napoletana, sono contento che sia tu, almeno so che la comunità è affidata ad uno che non è nessuna “capa scarfata”. Sei unico e resta sempre tale. Grazie.

Grazie alle suore domenicane qui presenti, un saluto alla madre superiora, suor Rosaria Esposito, la vostra presenza è motivo di gioia e di arricchimento per noi. Grazie alle suore vincenziane per l’attenzione che donano alla nostra comunità.

Grazie ai padri della “piccola opera della redenzione” di Padre Arturo d’Onofrio che collaborano con la parrocchia, grazie al consiglio pastorale, al consiglio affari economici, all’azione cattolica,

al rinnovamento nello Spirito Santo, all’apostolato della preghiera, agli amici che si occupano della rivista “RINASCITA”,

grazie alla cooperativa “LUOGHI COMUNI” che accoglie i nostri amici diversamente abili, alle catechiste, alle signore che si occupano del decoro parrocchiale, al giardiniere che si occupa del verde della parrocchia, al servizio d’ordine e tutti quelli che hanno collaborato a far sì che questa celebrazione vivesse tale bellezza.

Grazie al coro formato dai nostri giovani, ai musicisti, al pianista Antonio Faicchia, ai chitarristi Alberto Iannacchino e Rossella D’Amore, Eduardo Panetta che suona il Kajon , alla violinista Mariarosaria Improta, al tenore Corrado Sena , alla soprano Ornella DI MAIO. Grazie.

Un grazie particolare ai giovani della comunità, siete meravigliosi, siete il futuro, la speranza, siete il nostro patrimonio. 

E come ci dice Papa Francesco: << i giovani sono l’adesso di Dio, giovani con radici, si giovani con radici, per resistere alle ideologie che vorrebbero rendervi deboli e assoggettati e per farlo si propongono di cancellare la storia, ma dobbiamo restare saldi con le radici per crescere fortificati verso l’amore di Dio >>.  

Vi prometto che insieme pianteremo le radici di questa storia, la nostra storia. Avete fatto sì che questo momento diventasse indimenticabile, da subito avete rapito il mio cuore. Grazie di esserci, con voi il cammino sarà più spedito, più allegro, più fresco. 

Un grazie a tutti gli amici che organizzano e aiutano il parroco nella organizzazione della sagra, evento della parrocchia tanto amato e atteso dell’anno, che coinvolge tutti, dai piccoli ai giovani agli adulti. Inviteremo al prossimo evento padre Francesco.

Ringrazio il sindaco il dott. Antonio Carpino, gli assessori, i consiglieri comunali, le forze dell’ordine, il comando della polizia municipale, il corpo forestale e la protezione civile. Da subito mi sono sentito accolto e da subito si è stabilita una bella intesa nel desiderare di costruire per tutti “il bene comune”. 

Sarò con voi per far “SI” che questa porzione di Marigliano, Pontecitra, abbia sempre più il volto della bellezza. Ringrazio tutti voi amici di Marigliano. Grazie per l’accoglienza.

Nello scorrere del tempo ho sempre più capito che il Signore mi ha cullato, come una madre fa con il proprio bambino, donandomi volti, relazioni, storie che porterò sempre con me.

Grazie comunità di Somma vesuviana, grazie comunità di San Michele Arcangelo. Ringrazio il sindaco Salvatore Di Sarno per la sua stima e la sua amicizia, per il suo esserci sempre in ogni circostanza e in ogni dove, facendomi sempre sentire il calore umano del popolo sommerse. Grazie.

Mi avete “fatto” prete. Insieme abbiamo dato i primi passi e accompagnato con mano e con tanta tenerezza mi avete condotto all’altare di Cristo, all’altare dell’uomo, al cuore di tutti. Vi accompagnerà sempre il mio amore, la mia preghiera e il mio grazie.

Un saluto speciale e il mio grazie al carissimo padre Paolo Di Palo che dal cielo ci benedice e ci accompagna. 

Come non ringraziare la comunità di San Giovanni evangelista di Mariglianella e come non ringraziare don Ginetto, è grazie al vostro sostegno e accompagnamento negli anni del seminario e nei primi passi del diaconato se oggi posso vivere e veder realizzato il progetto di Dio in me.

Ringrazio la mia comunità di appartenenza, san Felice in Pincis di Pomigliano d’Arco e tutte le comunità di Pomigliano che sempre mi hanno sostenuto.

Ringrazio il sindaco dott. Raffaele Russo e gli amici dei vari gruppi politici che con lui hanno voluto dare volto e testimonianza, sostegno e accompagnamento ad una storia, la mia.

Grazie di cuore. Grazie Pomigliano.

Ringrazio tutti i confratelli qui presenti, sacerdoti, diaconi e seminaristi accompagnati dal nostro rettore don Gennaro Romano, i ministri straordinari dell’eucarestia e i ministranti. Grazie dal profondo del cuore.

Permettetemi di ringraziare i miei confratelli che già vivono la pienezza in Dio, don Pasquale D’agostino, padre Ignazio Schienala, don Giovanni Montano, padre Francesco Saverio Toppi, don Salvatore Feola, padre Giuseppe Castiello, don Ciccio Coppola, don Giuseppe Campanile. Uomini, sacerdoti che hanno dato alla mia persona amore e accompagnamento. 

A loro il mio grazie, ci accompagni la loro preghiera dal Paradiso.

Grazie alla mia meravigliosa famiglia, siete un dono straordinario per me. Grazie a mio padre e alle mie mamme che mi accompagnano dal paradiso.

Grazie ai miei amici di sempre, so quanto il vostro cuore stia gioendo per me, una nuova famiglia ci attende, i tanti amici della comunità del “Sacro Cuore”, nuove amicizie all’orizzonte che renderanno il nostro camminare nella vita e nella fede più ricco e autentico.

Sperando di non aver dimenticato nessuno vi abbraccio tutti di cuore.