Chiesa di Pontecitra Marigliano (NA)

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ORIGINI

CHIESA DI

PONTECITRA

 

 

 

 

 

 

 

 

Non ci è dato conoscere quale sia stata l’origine del culto della Madonna di Pontecito. Certo è che la piccola chiesa a Lei dedicata esisteva già agli inizi del 1300 come risulta da alcuni documenti di quell’epoca. La chiesa faceva parte di un piccolo agglomerato di case situato al di fuori del perimetro urbano di Marigliano nel luogo appunto detto “Pontecito” (oggi italianizzato Pontecitra).
Il culto della Vergine si dovette diffondere già in quell’epoca con la venerazione dell’ “affresco” raffigurante la Madonna con il Bambino in braccio di lineamenti bizantineggianti. Notizie più sicure, comunque, si hanno a partire dal sec. XVI quando la famiglia d’Alessandro prima e quella dei Marra dopo qui si costruirono le loro “masserie”. Nel 1580, risulta dalla Santa Visita del Vescovo Spinola che per questa chiesa i conti d’Alessandro ...pagavano redditi e provvedevano con benefici e concessioni. Nel XVIII sec. ,invece, sarà la famiglia Marra a segnare la storia di questo edificio nella persona di Liborio Marra, Abate di Santa Maria a Positano, che ne chiese ed ottenne il patronato da papa Clemente XIII prima e da Pio VI poi. Nel frattempo la chiesa cambierà aspetto sarà consolidata e rimodernata secondo lo stile del tempo e pertanto verranno definitivamente occultati gli affreschi che ricoprivano le pareti unico superstite sarà solo e soltanto quello della Madonna che risulterà incassato in una nicchia a poco più di un metro dalla pavimentazione. Intorno ad esso si svilupperà il nuovo altare marmoreo mentre l’affresco sarà arricchito di ex voto e sia l’immagine della Madonna che quella del Bambino saranno coronate con due corone d’oro, questi elementi lasciano presupporre che in quell’epoca il culto dovette diffondersi ulteriormente e sicuramente non solo fra le persone del luogo, ma soprattutto nella intera Marigliano e nei paesi limitrofi. Nel 1833 il patronato della chiesa passerà definitivamente alla famiglia d’Alessandro che provvederà ulteriormente ad abbellirla e restaurarla e sarà sicuramente in questo periodo che verrà realizzata una copia del dipinto su lamiera che sostituirà l’affresco in quanto fortemente attaccato da muffe per la grande umidità del muro, che risultava già poco leggibile. Questo tipo di intervento senz’altro risolutivo per un ordine estetico procurerà comunque un ulteriore deterioramento dell’affresco oltre ad una quasi totale perdita della memoria.
L’amenità del luogo, l’incessante devozione dei signori d’Alessandro coadiuvati dai Rettori, che nulla tralasciavano per il lustro e il decoro di questa chiesina, attiravano nel mese di maggio folte schiere di fedeli che dal centro di Marigliano e dalle località limitrofe quotidianamente percorrevano le antiche stradine di campagna recitando preghiere, cantando canzoni mariane e raccogliendo fiori per decorare l’altare della Madonna.
Questo rito andava sempre più consolidandosi di anno in anno, tanto che nel 1905 si diede alle stampe la “Preghiera a Maria pel mese di Maggio” che recitata ancora oggi così suona “Maria... Maria.., com’è bello il tuo nome!... quante ricchezze esso contiene... ecc.”.
Cambiano i tempi, cambiano i Rettori, che dall’inizio del 1900 risultano essere scelti tra i Canonici della Collegiata; uno dei primi fu il Can. F. Mautone che durante il suo rettorato compose per la Vergine di Pontecito il canto “Canzoncina per il mese di di Maggio”, il testo ancora oggi in uso, contiene tutto l’amore e il fermento dell’epoca, nonché la richiesta di grazie contro i mali del tempo quali potevano essere: “l’ira del Vesuvio”, “i morbi con le pestilenze” e gli “uragani”. Ancora più toccante risulta essere la “Novena” composta sicuramente prima della seconda guerra mondiale; in essa come in una dolce e soave poesia risuona, fra le rime, la richiesta di nuove grazie e il ringraziamento di quelle già ottenute, il tutto concentrato in questo mese di maggio, il mese più bello dell’anno, quando con il risvegliarsi della natura si risveglia in ognuno la coscienza cristiana.
Numerosissimi gli ex voto che si conservavano nel Santuario, segno tangibile delle tante grazie elargite per intercessione della Madonna di Pontecito, importanti quelli pittorici, paragonabili a quelli di Madonna dell’Arco, di cui ne resta un unico esemplare databile alla metà del 1800 raffigurante una ragazza moribonda adagiata sul letto mentre un sacerdote le impartisce una benedizione e circondata da diverse donne in preghiera davanti all’effige della Madonna. Preziosi quelli in oro che dovevano ricoprire quasi per intero l’affresco originale, vista ancora oggi la consistente presenza di chiodini sul dipinto, moderni invece quelli in argento riproducenti parti anatomiche alcuni dei quali ancora conservati dalle suore, di grande effetto per finire la lettera di ringraziamento scritta dai familiari di Giovanni Leonessa di San Nicola guarito miracolosamente da una grave forma di polmonite definita inguaribile nel lontano marzo del 1900.
Prima della venuta delle Suore Domenicane, alla fine degli anni ‘50, ha legato il suo nome al Santuario di Pontecito il Canonico Pasquale Palermo, grande sacerdote famoso in tutta la diocesi per le sue ferventi omelie, letterato con un grande amore per l’arte, profuse tutte le sue forze per rinsaldare il culto della Vergine di Pontecito sono infatti del suo periodo le ristampe della “Preghiera” e della “Novena” e sicuramente fu una sua commissione la piccola tela che riproduce il borgo di Pontecito realizzato dal pittore Biasi.
Il ricordo, oggi é ancora vivo, delle folle che si muovevano da Marigliano in questa forma di pellegrinaggio giornaliero che si concludeva alla fine del mese di maggio con una solenne processione del quadro della Madonna, che partendo dalla piccola chiesa raggiungeva il centro di Marigliano, rito che si è mantenuto vivo fino a quando il totale sconvolgimento della zona, avvenuto negli anni ‘80, non né ha modificato l’aspetto campagnolo, situazione questa che ha molto influito riducendo anche l’antico culto del mese di maggio a Pontecito nella forma della tipica festa rionale.

 


P R E G H I E R A
(a chiusura del mese di maggio)


Vergine Madre di Pontecitra, il mese di Maggio è terminato !!!
Un tenue velo di mestizia si distende sul nostro cuore...
Come ci era caro venire ai tuoi piedi, fissarti con gli occhi amorosi, dirti tante cose, svelarti tutta l’anima e partire da te, con lo sguardo ed il cuore, pieni di visioni di candore, di mille desideri non indegni di Te.
Come ci prende la nostalgia di quei momenti in cui tutto era dimenticato, e Tu, Tu sola risplendevi dinanzi a noi, sorridente, come tutti ti mirano in questo tempio di Pontecito.
Come sentiamo il rimpianto del quotidiano pellegrinaggio ai piedi del tuo altare, per portare a Te, o Fiore della terra, o Rosa del cielo, Speranza dei mortali, insieme ai sospiri, tutte le bellezze della natura che incontravamo per via.
La natura in risveglio, la terra erompente in una nuova vita, la campagna coverta di verde, popolata di mille e mille fiori, ci facevano pensare a Te, anelare a Te, desiderare Te, che spiritualmente racchiudi tutto quello che di bello la Provvidenza ha disseminato quaggiù !!!
Raccogliemmo tutte le gentili creature dei giardini, ed ora ci sembra di vedere il tuo altare, candido, coverto dei fasci dei nostri fiori, ci sembra che la tua cara immagine di Pontecito, emerga sorridente dalla festa floreale che ti offrimmo, dai sospiri puri, dalle lacrime sante, dalle preghiere appassionate dalle promesse di bene che a Te portammo.
La Tua Santa immagine, così adorna, non vanirà mai più da noi. la dolcezza delle conver­sazioni con Te: resterà sempre in noi per renderci più buoni, più puri, più credenti, più osservanti delle leggi di Dio e della Chiesa.
Prima che da Te ci allontaniamo, benedici o Madre, questi nostri proponimenti. Benedici noi, le nostre case. la nostra terra. i nostri cari.
Benedici ed accogli i fiori che ti portammo nel Maggio a Te consacrato. Oh possano, quei fiori, spargere sempre maggiori balsami di grazia. possa il cuore nostro. illuminato dal Tuo sorriso benedicente, essere l’eletto sorriso del Tuo Gesù. al quale noi giuriamo eterna fedeltà ed amore.
Così sia.

 

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